A Proposito di Lievito Madre!!

PANE A LIEVITAZIONE NATURALE Il pane a lievitazione naturale è un prodotto ottenuto attraverso l’utilizzo del lievito madre o pasta madre, un impasto fermentato naturalmente che contiene lieviti e batteri lattici. Questa tecnica tradizionale, riscoperta e valorizzata negli ultimi anni, offre numerosi vantaggi in termini di gusto, digeribilità e valore nutrizionale. Caratteristiche del pane a lievitazione naturale
  1. Lievito madre
    • È un impasto di farina e acqua che, lasciato fermentare, sviluppa una microflora naturale composta da lieviti e batteri lattici.
    • La fermentazione lenta produce acidi organici (acetico e lattico) che conferiscono al pane un aroma unico e una maggiore durata.
  2. Processo lento e naturale
    • La lievitazione può richiedere dalle 8 alle 48 ore, a seconda delle condizioni ambientali e delle preferenze del panettiere.
    • La fermentazione lenta migliora la digeribilità e sviluppa sapori complessi.
  3. Gusto e consistenza unici
    • Il pane ha un sapore leggermente acidulo, una crosta croccante e una mollica morbida, alveolata e ben idratata.
Vantaggi del pane a lievitazione naturale
  1. Digeribilità
    • I batteri lattici degradano il glutine e pre-digeriscono gli amidi, rendendo il pane più facilmente assimilabile.
    • Riduzione di problemi digestivi associati al consumo di pane prodotto industrialmente.
  2. Durata prolungata
    • Grazie agli acidi organici prodotti, il pane si conserva più a lungo senza sviluppare muffe.
  3. Profilo nutrizionale migliore
    • La fermentazione attiva migliora la biodisponibilità di minerali come ferro, zinco e magnesio.
  4. Assenza di additivi chimici
    • È un prodotto naturale al 100%, privo di conservanti, miglioratori e agenti lievitanti chimici.
  5. Sostenibilità
    • La produzione di pane a lievitazione naturale è spesso associata all’uso di farine integrali o di grani antichi, promuovendo la biodiversità e la coltivazione sostenibile.
Processo di produzione
  1. Preparazione del lievito madre
    • Si alimenta con farina e acqua, mantenendo costante il ciclo di fermentazione.
  1. Impasto
    • Il lievito madre viene incorporato alla farina, acqua e sale per creare l’impasto.
  2. Prima lievitazione
    • L’impasto riposa per diverse ore a temperatura ambiente o in un ambiente controllato.
  3. Formatura
    • Si dà forma ai pani, che vengono lasciati riposare per una seconda lievitazione.
  4. Cottura
    • Il pane viene cotto a temperature elevate (200-230°C) per creare una crosta croccante e ben colorita.
Farine e varianti del pane a lievitazione naturale
  1. Farine utilizzate
    • Farina di grano tenero, integrale, farro, segale, kamut o grani antichi, Senatore Cappelli, Tipo 1, Tipo 2
    • Le farine biologiche sono spesso preferite per rispettare il carattere naturale del prodotto.
  2. Varianti comuni
    • Pane integrale: ricco di fibre e minerali.
    • Pane ai cereali: con semi e grani per un maggiore apporto nutrizionale.
    • Pane al farro o alla segale: sapore rustico e intenso.

Lievito Madre: una tradizione che fermenta Innovazione!!

Lievito Madre: una tradizione che fermenta Innovazione!!

Nel mondo del Pane e della Pasticceria, ma un vero e proprio simbolo di cura, pazienza e passione.
Questo piccolo “ecosistema vivente” è un mix perfetto di tradizione e scienza. Utilizzarlo significa riscoprire antichi sapori ma anche investire nel futuro della qualità alimentare:

  • Naturalità: Niente additivi, solo la forza della natura.
  • Sostenibilità: Un prodotto che cresce e si rinnova nel tempo.
  • Unicità: Ogni lievito Madre è diverso, racconta una storia unica.

Utilizzarlo richiede dedizione e attenzione quotidiana, ma il risultato?
Un Pane che profuma di autenticità, un Dolce che racconta il tempo e la tradizione.

Trovare Studiare Semplificare

Trovare Studiare Semplificare

In un periodo storico come questo dove i prezzi di ogni cosa salgono, il personale specializzato si fa fatica a trovare, quello che si trova (visto il momento critico) costa di più

Bisogna formarne di nuovi in modo semplice, senza che abbia particolari specializzazioni.

E’ necessario trovare nuove soluzioni, nuove idee capaci di mantenere fermi i costi fissi e aumentino la produttività, alzando e ottimizzando le capacità produttive.

Abbassare i margini non per forza deve significare perdita di guadagno, non si deve rischiare di ridurre la qualità acquistando ingredienti alternativi che non ci garantiscono gli stessi standard (questa è la soluzione più semplice, ma non la più intelligente), modificare le ricette con ingredienti meno qualitativi per ridurre i costi, non serve anzi potrebbe rivelarsi un vero e proprio danno:

  • Perdita di clienti
  • Rieducazione del personale all’utilizzo di altri ingredienti, che non sempre viene applicato e interpretato nel modo più corretto
  • Modifica di elenco ingredienti al cliente, che quando legge ingredienti che non condivide, diversi, percepisce il cambio di stile “Qualità” “meno Qualità”
  • Rischiare che al prossimo cambio di listino del fornitore ci troviamo di nuovo a gestire il problema

E’ questo un momento dove bisogna cercare di mantenere si i margini corretti, anzi se possibile aumentarli, ma a valore:

Ridurre si il margine assoluto sul singolo prodotto (è inevitabile) ma se manteniamo il livello di Qualità alto, mantenendo i costi fissi sotto controllo cercando di non alzarli anzi abbassandoli con strumenti ed organizzazione sul lavoro, studiando acquisti e metodi che possono aiutarci a creare un sistema stabile e continuativo che non disorienta il cliente, ma lo tranquillizza.

Purtroppo il momento è critico per l’acquisto di ogni bene, dalle materie prime ai costi di gestione.

Bisogna alzare i volumi di vendita ed aumentare il margine sul totale dei volumi venduti, come?

  • Ridurre i costi di produzione
  • Mantenere alta la qualità dei prodotti
  • Garantire un buon, puntuale servizio ai clienti
  • Costanza sui prodotti per garantire fidelizzazione del cliente
  • Assortimento ampio e di tutti i gusti, per generare vendite d’impulso
  • Prodotti per ogni esigenza alimentare, cercare di soddisfare ogni cliente, ci sono clienti con esigenza alimentare diverse, non possiamo perderli, o lasciarli andare al trove.
  • Bisogna generare vendite anche fuori dal contesto di consumo immediato/somministrato sul posto, bisogna fargli portare il prodotto anche a casa
  • Rendersi disponibili a fornire servizio anche in occasione di ricorrenze.

Bisogna lavorare sulla:

  • Tecnica di preparazione
  • Formazione del personale
  • Sulla gestione del servizio
  • Continuità qualitativa e assortimentale

Garanzia sugl’ingredienti

Cambiamento nella panificazione e pasticceria

Innovazione:

A volte per innovare si devono anticipare i tempi, rischiando di non essere compresi.

Vale la pena rischiare e alimentare l’informazione e la formazione.

La conoscenza abbinata al metodo, alla tecnica, all’esperienza e al buon senso vale più di ogni ricetta.

GENERARE UN CAMBIAMENTO 

No ad un cambiamento conseguenziale, dato da quello che fanno gli altri.

O solo in apparenza, cioè se ne parla, lo si vuole fare, ma si rimane sempre radicati ai vecchi concetti, prodotti, o metodi.

Spesso condizionati solo dal fattore prezzo, «sempre a ribasso» pensando che questo determini la capacità di ognuno.

Ma soprattutto in certi settori il cambiamento va studiato, con intuizione, con il coraggio di fare cose che altri non fanno, solo così si possono creare nuove opportunità di vendita, stimolare l’attenzione di quei clienti che spesso sono indifferenti alle nostre proposte, o perché trovano da noi quello che trovano anche da altri, per cui lo vedono senza particolare interesse, o solo perché costa meno.

Capaci di fare un vero cambiamento/differenziarsi:

  1. Diventare unici, pur proponendo quello che propongono gli altri, ma facciamolo meglio!
  2. Diventiamo unici, arricchiamo l’offerta/l’assortimento, creare novità sia nel prodotto che nel metodo, senza dover condizionare il prezzo in virtù della concorrenza, sicuramente stimoliamo nuovi e vecchi clienti
  3. Facciamo parlare di noi, non saremo noi a rincorrere gli altri! Ma correremo davanti agli altri.

 

L’ATTENZIONE ALLA:

  • Qualità dei Prodotti, cura delle ricette, ingredienti, sempre attenti a nuove esigenze e richieste dei clienti, con proposte legate al tradizionale, al naturale, al salutistico, al Diverso-Nuovo
  • Qualità di servizio, personale ben formato, attento ad ogni aspetto “Pulizia, esposizione prodotti, capaci di descrivere i prodotti, capaci di consigliare,
  • Qualità dell’assortimento, capace di soddisfare il palato di tanti, capace di stimolare nuovi acquisti, il banco deve sempre appagare la vista, anche di quei clienti più esigenti, ed ogni giorno deve trasmettere senso di freschezza.
  • Qualità di ambiente, Ambiente caldo, accogliente, ben curato, che non prevalga sul prodotto, ma che offre sempre la massima visibilità, anzi lo faccia risaltare dandogli l’importanza che si merita.

Visibilità su alcune produzioni, creare emozioni date dai profumi, dallo sfornare a vista, dare sempre il senso di appena preparato/sfornato

La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente.”
Albert Einstein 

“Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose.”
Albert Einstein

La cottura dei croissant

LA CROISSANTERIA PRELIEVITATA E SURGELATA

Solitamente per prodotti surgelati prelievitati s’intendono quei prodotti che da – 20° passano direttamente in forno.

Ci sono diversi livelli di prelievitato:

  • Prelievitato molto (ad esasperazione)
  • Prelievitato prudentemente (ancora con possibilità di sviluppo) tipico dei prodotti francesi
  • Prelievitato vuoto
  • Prelievitato farcito
  • Prelievitato super farcito
  • Prodotti speciali (forme particolari e molto farciti)

Premesso che tutti i prodotti prelievitati e surgelati con utilizzo pronto forno (cioè da -20° direttamente in forno) devono a mio avviso essere cotti con temperature non molto alte per consentire ai prodotti di non subire una cottura non uniforme sia sulla superfice  (esterno con punte scure e centro chiaro) che verso l’interno (cioè fuori scure a volte bruciate e dentro crude)

Consiglio perciò di usare temperature abbastanza basse in modo da consentire al prodotto di cuocere uniformemente sia all’esterno che all’interno creando così una corretta alveolatura della pasta.

Lo stesso metodo di cottura viene da me utilizzato anche per quei prodotti farciti o molto farciti dove la farcitura rappresenta una massa ghiacciata e non da modo di sviluppare e cuocersi correttamente spesso la pasta sotto la farcitura rimane compressa e cruda.

Questa modalità di cottura, per i prodotti di croissanteria prelievitata e surgelati  rimane invariata nella temperatura: 155°/160° nei forni ventilati di piccola dimensioni a teglie fisse non a carrello rotante, e 175°/180° nei forni un po’ più grandi tipo rotor, e chiaro che ogni forno ha le sue caratteristiche l’importante e non pensare che alzando la temperatura accorciano i tempi di cottura, ma si ottiene semplicemente un prodotto cotto male scuro fuori e crudo dentro.

Per ottenere un prodotto cotto bene bisogna attendere per un vuoto che va dai  60 gr ai 70 gr circa 20-22 minuti, per i croissant stessa pezzatura ma farciti il tempo varia dai 28- ai 30 minuti, per i prodotti più grandi e molto farciti il tempo può arrivare anche a 35 minuti, una regola importante è tenere conto della quantità, tipo di farcitura (crema, cioccolato, marmellata o mela) e dimensione del prodotto, son questi elementi che possono far variare il tempo di cottura

Prelievitato molto (ad esasperazione):

Questi prodotti risultano belli da vedersi, all’occhio più grandi di altri ma proprio perché sono lievitati molto, in fase di cottura non sprigionano molti profumi naturali e dopo cotti invecchiano rapidamente

Prelievitato prudentemente (ancora con possibilità di sviluppo) tipico dei prodotti francesi:

E’ questa una caratteristica dei prodotti più sfogliati (tipico francese), questi prodotti se cotti seguendo una cottura delicata dai 155°- 160° nei classici fornetti da bar si da al prodotto la possibilità di svilupparsi in cottura sprigionando profumi e fragranza al palato per lungo tempo della giornata

Prelievitato vuoto:

I croissant vuoti sono i più semplici da cuocere, sono gli unici su cui si può eventualmente utilizzare una temperatura di cottura un po’ più alta senza il rischio di danneggiare troppo il prodotto (anche se io non la consiglio).

Prelievitato farcito:

Sono questi prodotti a cui bisogna prestare attenzione se si vuole ottenere dei buoni risultati, non bisogna mai avere fretta (temperature alte) di cuocerli altrimenti rischiamo di dare dei prodotti scuri fuori e crudi dentro che dopo sfornarti si appiattiscono avendo anche un brutto aspetto oltre ad essere non buoni.

Prelievitato super farcito:

Anche su questi come per i farciti bisogna prestare attenzione alla cottura, se si vuole ottenere prodotti di buona qualità.

Prodotti speciali (forme particolari e molto farciti):

Esistono alcuni prodotti con forme molto particolari (fagottini, treccine, fagottini, danesi ecc) e molto farciti, che vengono venduti per pronto forno in effetti non lo sono completamente perché sia la loro forma che la quantità di farcitura richiedono a mio parere uno scongelamento del prodotto, questo perché il prodotto possa cuocere bene offrendo il massimo della sua bontà e fragranza altrimenti avremmo un prodotto non sviluppato, crudo e poco digeribile.

Un’atra considerazione va fatta sui prodotti sfogliati burro o margarina, es:

I prodotti burro sono più delicati da cuocere e se si seguono le regole che sono state consigliate si ottengono prodotti con gusto molto delicato, fragranti per tutta la giornata ed anche dopo un lungo tempo (es. giorno dopo) scaldandole  e mangiandole, sarà come mangiare un prodotto appena sfornato. Il burro è un ingrediente molto importante nella croissanteria ne determina la qualità bisogna però prestare attenzione alla cottura altrimenti se il burro all’interno delle sfoglie del croissant cuoce ad una temperatura elevata si separa dalla pasta e frigge rilasciando così al prodotto un gusto non del tutto gradevole facendolo risultare pesante da digerire. Per alcuni prodotti a base margarina esistono meno problemi, si può essere meno attenti,  però se ne curiamo la cottura si potrà ottenere una discreta qualità, non si ottiene lo stesso risultato del prodotto burro, anzi dopo qualche ora che vengono cotti sembrerà di mangiare cartone.

Per i prodotti lievitati sfogliati

Cotture consigliate:

TIPO PRODOTTO

TEMPERATURA

TEMPO DI COTTURA

CROISSANT 60 GR CIRCA

155° – 160°

20 – 22 MINUTI CIRCA

CROIS. FARCITO 70 GR CIRCA

155° – 160°

25 – 28 MINUTI CIRCA

CROIS.  SUPER FARCITO 90 GR CIRCA

155° – 160°

30 – 32 MINUTI CIRCA

PRODOTTI PARTICOLARI DAI 100-120 GR

155° – 160°

35 – 38 MINUTI CIRCA

N.B. la temperatura di cottura riportata sulla tabella riguardano forni ventilati di piccola e media dimensione a teglie fisse (non rotativo), e può variare a secondo del tipo di forno (es. rotor, statici), l’unica cosa da non variare è il tempo di cottura e la gestione del prodotto.

Una variabile sul tempo di cottura può essere data dal fatto che se il prodotto viene cotto immediatamente uscito dalla cella surgelata (ancora congelata al 100%) o se il prodotto prima di essere infornato rimane a temperatura ambiente per qualche minuto (10/15 min), ovviamente il prodotto ancora congelato rimarrà in forno qualche minuto in più in confronto allo stesso che scongelato prima.

Questa operazione (Scongelarle prima) per la maggior parte dei prodotti non è necessaria, per alcuni es. molto farciti e con forme particolari è indispensabile lo scongelamento anche per più di 15 minuti, questo consente al prodotto di sviluppare meglio e di cuocere bene ed uniformemente.

 

Il Forno di Levizzano

Ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, ricette di semilavorati crudi e surgelati, assistenza su clienti ed eventi con presentazione dei prodotti, con idee d’impiego, formazione del personale presso clienti, impostazione di nuove produzioni basati su specifici progetti.

Panificio Matteo

Assistenza su clienti ed eventi (fiere) ricerca e sviluppo di nuovi prodotti (ricette), presentazione dei prodotti, formazione del personale presso clienti.

Delifrance

Assistenza su clienti ed eventi (fiere) ricerca e sviluppo di nuovi prodotti (ricette), metodi adatti al mercato italiano.

Unox

Test cottura su nuovi modelli forni, impostazione di ricette per creazione manuale per i propri clienti.

Accademia Barilla

Collaborazione nella ricerca e sviluppo di prodotti per nuovo progetto.