GDA S.p.a

GDA S.p.A., società operativa del Gruppo Orizzonti, è attiva nel settore della Distribuzione Organizzata fin dal 1950.Con i marchi Futura, Talento, Pick Up e Conviene è presente in modo capillare nel Centro Sud con più di 100 punti vendita.

La cella di fermalievitazione

La cella di fermalievitazione

Lo scopo dell’utilizzo di queste celle è quello di rallentare la fermentazione mediante l’abbassamento della temperatura, fino al momento desiderato, che può anche essere dopo 24-48-72 ore dall’impastamento, con gli indubbi vantaggi di riduzione del lavoro notturno, la possibilità di ottimizzare la produzione, programmare le sfornate, offrire ai propri clienti il prodotto sempre più fresco, riducendo gli scarti.

I tempi e le temperature da impostare nella cella di ferma lievitazione nella maggior parte dei casi si dividono in quattro fasi fondamentali, ed una quinta fase “Facoltativa, o D’emergenza”:

1° Fase, Abbattimento

2° Fase, Mantenimento

3° Fase, Rinvenimento o risveglio lieviti

4° Fase, Lievitazione

5° Fase, Rallentamento lievitazione

N.B. Il valore dell’umidità va mantenuta costante ogni diverso ciclo 24-48-72, cioè 75/80%

1° FASE ABBATTIMENTO:

La fase dell’abbattimento consiste nel programmare la cella, prima di incominciare la lavorazione, a una temperatura di -5°C/-10° C, per il tempo necessario a concludere la lavorazione.

2° FASE MANTANIMANTO:

Per fase di mantenimento si intende il periodo di tempo che intercorre tra l’abbattimento e la prefermentazione e consiste nel mantenere i prodotti a una temperatura di cella di +1° C/ +2°C.

3° FASE PREFERMENTAZIONE:

E’molto importante per l’attività metabolica dei lieviti. La si può definire come “la fase di passaggio”, in cui i lieviti riprendono la loro attività dopo lo choc termico causato dal freddo.

In questo caso la cella sarà a +12° C per 2 ore.

4° FASE LIEVITAZIONE:

Per quanto riguarda la lievitazione, avverrà con una temperatura di 30° C per 2 ore, il tempo di lievitazione dipende molto dalla dimensione del prodotto, dalla quantità ed il tipo di lievito utilizzata nell’impasto.

5° FASE RALLENTAMENTO LIEVITAZIONE:

La fase di rallentamento di lievitazione, è una possibilità che quasi tutte le celle di ferma lievitazione hanno, io non ne consiglio mai l’utilizzo.

A mio parere rovina il prodotto, non rallenta come pensiamo la lievitazione, crea sul prodotto una pelle/crosta che compromette il risultato finale.

Esempio di programmazione della cella:

Dopo l’abbattimento, si calcola il periodo di tempo che passa dal momento della programmazione a quello dell’infornamento, si sottraggono le ore di prefermentazione e quelle di lievitazione ed il risultato rappresenta le ore di mantenimento.

L’umidità nella cella di ferma lievitazione ha un’importanza fondamentale. Si consiglia di rispettare la seguente relazione: 30° e 75/80% di umidità relativa, mantenendo il più possibile chiusa la porta della cella. Se, per motivi pratici questo non fosse possibile, basta aumentare di qualche grado la temperatura e di qualche punto la % di umidità.

Gl’impasti molli (francesi, ciabatte etc.) non richiedono valori eccessivi di umidità, mentre gl’impasti asciutti necessita di valori di umidità abbastanza elevati.

Tenendo conto che quando facciamo un ciclo di lievitazione programmato con tutte le fasi, il passaggio da abbattimento, mantenimento, lievitazione, (freddo a caldo) genera un’umidità naturale.

 N.B.:  Non tutte le celle di Ferma lievitazione sono uguali, ogni marca chiama le fasi con nomi diversi, ma il principio è abbastanza comune

La cottura dei croissant

LA CROISSANTERIA PRELIEVITATA E SURGELATA

Solitamente per prodotti surgelati prelievitati s’intendono quei prodotti che da – 20° passano direttamente in forno.

Ci sono diversi livelli di prelievitato:

  • Prelievitato molto (ad esasperazione)
  • Prelievitato prudentemente (ancora con possibilità di sviluppo) tipico dei prodotti francesi
  • Prelievitato vuoto
  • Prelievitato farcito
  • Prelievitato super farcito
  • Prodotti speciali (forme particolari e molto farciti)

Premesso che tutti i prodotti prelievitati e surgelati con utilizzo pronto forno (cioè da -20° direttamente in forno) devono a mio avviso essere cotti con temperature non molto alte per consentire ai prodotti di non subire una cottura non uniforme sia sulla superfice  (esterno con punte scure e centro chiaro) che verso l’interno (cioè fuori scure a volte bruciate e dentro crude)

Consiglio perciò di usare temperature abbastanza basse in modo da consentire al prodotto di cuocere uniformemente sia all’esterno che all’interno creando così una corretta alveolatura della pasta.

Lo stesso metodo di cottura viene da me utilizzato anche per quei prodotti farciti o molto farciti dove la farcitura rappresenta una massa ghiacciata e non da modo di sviluppare e cuocersi correttamente spesso la pasta sotto la farcitura rimane compressa e cruda.

Questa modalità di cottura, per i prodotti di croissanteria prelievitata e surgelati  rimane invariata nella temperatura: 155°/160° nei forni ventilati di piccola dimensioni a teglie fisse non a carrello rotante, e 175°/180° nei forni un po’ più grandi tipo rotor, e chiaro che ogni forno ha le sue caratteristiche l’importante e non pensare che alzando la temperatura accorciano i tempi di cottura, ma si ottiene semplicemente un prodotto cotto male scuro fuori e crudo dentro.

Per ottenere un prodotto cotto bene bisogna attendere per un vuoto che va dai  60 gr ai 70 gr circa 20-22 minuti, per i croissant stessa pezzatura ma farciti il tempo varia dai 28- ai 30 minuti, per i prodotti più grandi e molto farciti il tempo può arrivare anche a 35 minuti, una regola importante è tenere conto della quantità, tipo di farcitura (crema, cioccolato, marmellata o mela) e dimensione del prodotto, son questi elementi che possono far variare il tempo di cottura

Prelievitato molto (ad esasperazione):

Questi prodotti risultano belli da vedersi, all’occhio più grandi di altri ma proprio perché sono lievitati molto, in fase di cottura non sprigionano molti profumi naturali e dopo cotti invecchiano rapidamente

Prelievitato prudentemente (ancora con possibilità di sviluppo) tipico dei prodotti francesi:

E’ questa una caratteristica dei prodotti più sfogliati (tipico francese), questi prodotti se cotti seguendo una cottura delicata dai 155°- 160° nei classici fornetti da bar si da al prodotto la possibilità di svilupparsi in cottura sprigionando profumi e fragranza al palato per lungo tempo della giornata

Prelievitato vuoto:

I croissant vuoti sono i più semplici da cuocere, sono gli unici su cui si può eventualmente utilizzare una temperatura di cottura un po’ più alta senza il rischio di danneggiare troppo il prodotto (anche se io non la consiglio).

Prelievitato farcito:

Sono questi prodotti a cui bisogna prestare attenzione se si vuole ottenere dei buoni risultati, non bisogna mai avere fretta (temperature alte) di cuocerli altrimenti rischiamo di dare dei prodotti scuri fuori e crudi dentro che dopo sfornarti si appiattiscono avendo anche un brutto aspetto oltre ad essere non buoni.

Prelievitato super farcito:

Anche su questi come per i farciti bisogna prestare attenzione alla cottura, se si vuole ottenere prodotti di buona qualità.

Prodotti speciali (forme particolari e molto farciti):

Esistono alcuni prodotti con forme molto particolari (fagottini, treccine, fagottini, danesi ecc) e molto farciti, che vengono venduti per pronto forno in effetti non lo sono completamente perché sia la loro forma che la quantità di farcitura richiedono a mio parere uno scongelamento del prodotto, questo perché il prodotto possa cuocere bene offrendo il massimo della sua bontà e fragranza altrimenti avremmo un prodotto non sviluppato, crudo e poco digeribile.

Un’atra considerazione va fatta sui prodotti sfogliati burro o margarina, es:

I prodotti burro sono più delicati da cuocere e se si seguono le regole che sono state consigliate si ottengono prodotti con gusto molto delicato, fragranti per tutta la giornata ed anche dopo un lungo tempo (es. giorno dopo) scaldandole  e mangiandole, sarà come mangiare un prodotto appena sfornato. Il burro è un ingrediente molto importante nella croissanteria ne determina la qualità bisogna però prestare attenzione alla cottura altrimenti se il burro all’interno delle sfoglie del croissant cuoce ad una temperatura elevata si separa dalla pasta e frigge rilasciando così al prodotto un gusto non del tutto gradevole facendolo risultare pesante da digerire. Per alcuni prodotti a base margarina esistono meno problemi, si può essere meno attenti,  però se ne curiamo la cottura si potrà ottenere una discreta qualità, non si ottiene lo stesso risultato del prodotto burro, anzi dopo qualche ora che vengono cotti sembrerà di mangiare cartone.

Per i prodotti lievitati sfogliati

Cotture consigliate:

TIPO PRODOTTO

TEMPERATURA

TEMPO DI COTTURA

CROISSANT 60 GR CIRCA

155° – 160°

20 – 22 MINUTI CIRCA

CROIS. FARCITO 70 GR CIRCA

155° – 160°

25 – 28 MINUTI CIRCA

CROIS.  SUPER FARCITO 90 GR CIRCA

155° – 160°

30 – 32 MINUTI CIRCA

PRODOTTI PARTICOLARI DAI 100-120 GR

155° – 160°

35 – 38 MINUTI CIRCA

N.B. la temperatura di cottura riportata sulla tabella riguardano forni ventilati di piccola e media dimensione a teglie fisse (non rotativo), e può variare a secondo del tipo di forno (es. rotor, statici), l’unica cosa da non variare è il tempo di cottura e la gestione del prodotto.

Una variabile sul tempo di cottura può essere data dal fatto che se il prodotto viene cotto immediatamente uscito dalla cella surgelata (ancora congelata al 100%) o se il prodotto prima di essere infornato rimane a temperatura ambiente per qualche minuto (10/15 min), ovviamente il prodotto ancora congelato rimarrà in forno qualche minuto in più in confronto allo stesso che scongelato prima.

Questa operazione (Scongelarle prima) per la maggior parte dei prodotti non è necessaria, per alcuni es. molto farciti e con forme particolari è indispensabile lo scongelamento anche per più di 15 minuti, questo consente al prodotto di sviluppare meglio e di cuocere bene ed uniformemente.

 

La Sforneria E.Mascio

Primo punto vendita in Italia specializzato in prodotti crudi e surgelati

Un progetto imprenditoriale unico nel settore della panificazione.

Lo sviluppo e la gestione di un punto vendita di panetteria si basano esclusivamente sull’uso di impasti crudi surgelati. Questa innovativa soluzione permette di offrire una vasta gamma di prodotti da forno, tra cui pane artigianale, pizza, focacce e dolci, preparati seguendo ricette tradizionali ma con un metodo all’avanguardia.

L’esperienza acquisita ha permesso di sperimentare e verificare un modello innovativo per la lavorazione e la vendita di prodotti da forno. Questo approccio combina l’uso di personale non specializzato e l’impiego di impasti surgelati di alta qualità, mantenendo elevati standard grazie a ricette artigianali personalizzabili.

Un nuovo modo di concepire la panificazione che unisce efficienza, qualità e innovazione, offrendo prodotti freschi e genuini ogni giorno.

Il Forno di Levizzano

Ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, ricette di semilavorati crudi e surgelati, assistenza su clienti ed eventi con presentazione dei prodotti, con idee d’impiego, formazione del personale presso clienti, impostazione di nuove produzioni basati su specifici progetti.

CONAD C.I.A.

Sviluppo di nuovo concetto panetteria all’interno dei loro supermercati, con preparazione e cottura pani e prodotti da forno.

Formazione del personale, sviluppo di manuale operativo.

SPAZIO CONAD

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Sole 365

Sole 365, gdo con oltre 50 p.v.

Per l’azienda Sole 365, che opera nel campo della grande distribuzione con oltre 50 punti vendita ho svolto in qualità di consulente e ricercatore le seguenti attività:

  • Collaborazione nella progettazione di un nuovo format
  • Controllo e impostazione dei “costi ricetta”
  • Rivisitazione assortimento
  • Ricerca e sviluppo nuove ricette/prodotti
  • Formazione del personale

Panificio Matteo

Assistenza su clienti ed eventi (fiere) ricerca e sviluppo di nuovi prodotti (ricette), presentazione dei prodotti, formazione del personale presso clienti.

Delifrance

Assistenza su clienti ed eventi (fiere) ricerca e sviluppo di nuovi prodotti (ricette), metodi adatti al mercato italiano.